I cani sono da sempre soggetti a rischio avvelenamento. Fido, infatti, è per natura goloso e poco diffidente verso un boccone gustoso trovato per strada o in mezzo a un prato. Purtroppo però, la principale causa dell’avvelenamento cani è proprio costituito dal cibo contaminato. Sappiamo bene che si tratta di un gesto spregevole, eppure ci sono ancora molti casi di avvelenamento del cane causati dalla mente e dalla mano dell’uomo.


avvelenamento cani


Indice

Il cibo per l’avvelenamento cani
Le principali reazioni post avvelenamento cani

Salvare la vita di Fido 

Gli aspetti legali dell’avvelenamento cani


Il cibo per l’avvelenamento cani

Polpette e biscotti sono i due cibi maggiormente impiegati per l’avvelenamento cani. Si tratta, infatti, di due esempi di cibo di cui Fido è ghiotto e che difficilmente riesce ad evitare quando se li trova sotto il muso. I veleni impiegati sono molti e di natura differente. Occorre prestare molta attenzione quando si porta in passeggiata il proprio cane e quando si rientra a casa, perlustrando attentamente l’area in prossimità dei cancelli per verificare che nessun boccone sospetto sia stato gettato.

Riconoscere tempestivamente uno dei sintomi da avvelenamento cani può salvare la vita ai nostri fedeli amici pelosi a quattro zampe!

Le principali reazioni post avvelenamento cani

Sono 3 le principali conseguenze dell’avvelenamento del cane. Difficoltà respiratorie, crisi convulsive e rigidità delle articolazioni rappresentano il campanello d’allarme principale che deve far pensare alla possibilità che Fido sia stato avvelenato. In presenza di uno o più delle suddette reazioni è bene contattare immediatamente il medico veterinario e portare il cane nello studio o nella clinica veterinaria.
Per maggiori approfondimenti sui sintomi da avvelenamento cani, vi consigliamo di leggere il nostro articolo sulle conseguenze fisiche che potrebbero comparire e sulle tipologie di veleno letale impiegate nell’inglorioso atto di avvelenamento dei Pet.

Salvare la vita di Fido 

Al contrario delle dicerie popolari e del sapere comune, non ci sono molte possibilità di azione quando è avviene l’avvelenamento cani. Si è soliti pensare, per esempio, che il latte sia un attenuante fondamentale. Purtroppo, però, questo liquido non ha alcuna capacità di assorbimento delle sostanze velenose e, in alcun modo, provoca il vomito. Obiettivo da perseguire con sangue freddo, lucidità e razionalità, è far espellere, proprio tramite il vomito, le sostanze letali che Fido ha ingerito.

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Il miglior mezzo per attuare tale strategia è l’acqua ossigenata o, in alternativa, acqua e sale, parecchio sale!
Una volta agito secondo quanto descritto, è indispensabile portare il cane in una clinica veterinaria o nello studio del proprio medico veterinario di fiducia. In caso di impossibilità a spostarsi, è possibile richiedere l’intervento a domicilio. Ciò che realmente può salvare il nostro fedele compagno peloso a quattro zampe, è un antidoto specifico per il veleno inghiottito.

Gli aspetti legali dell’avvelenamento cani

Una volta superato il pericolo di vita di Fido, è consigliabile agire anche per vie legali. Il primo passo da compiere è rappresentato dalla denuncia presso un ufficio dei Vigili urbani o dei Carabinieri. Sarà loro dovere, infatti, predisporre ed eseguire un sopralluogo nella zona scenario dell’avvelenamento. In questa occasione, è possibile che si riescano a trovare altre esche. Queste verranno rimosse e il territorio sarà bonificato. Questo iter è molto importante. Passato lo spavento, per il bene del proprio cane e di tutti gli altri Pet che frequentano la zona, sporgere denuncia significa dare avvio alla ricerca dei malviventi autori dell’avvelenamento. Quest’ultimo è considerato a tutti gli effetti un reato penale, per il quale sono previste sanzioni molto pesanti, fino ad arrivare alla reclusione.